ETRUSCHI E VENETI. Acque, culti e santuari
Traduzione inglese del catalogo della mostra pubblicato da Fondazione Rovati
Venezia, Palazzo Ducale, Appartamento del Doge, 6 marzo – 29 settembre 2026
Milano, Fondazione Luigi Rovati, 14 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027

Mari, fiumi, laghi e sorgenti diventano i luoghi di costruzione prediletti per il culto delle acque. Il percorso dedicato agli Etruschi si articola a partire dai santuari dei porti tirrenici di Vulci e Pyrgi, proseguendo con i santuari delle acque sananti di Chiusi, Chianciano e San Casciano dei Bagni e il piccolo ma monumentale santuario di Marzabotto, costruito nel cuore dell’Etruria padana in corrispondenza di una sorgente. La sezione dedicata agli Etruschi si conclude con i reperti provenienti da Adria e Spina, i più importanti porti nord-adriatici, dove la presenza di luoghi di culto non è attestata da strutture monumentali, ma unicamente da reperti epigrafici e archeologici.
L’itinerario della mostra prosegue quindi nel territorio dei Veneti antichi. Il tema del sacro in ambito locale e il suo rapporto con l’acqua è introdotto da materiali che introducono il visitatore alla sfera religiosa dei Veneti: San Pietro in Montagnon, l’attuale Montegrotto, strettamente connesso alla potenza curativa delle acque termali; il santuario dolomitico di Lagole di Calalzo, legato alla presenza di polle d’acqua ritenute terapeutiche; il santuario di Este che, ubicato lungo un ramo dell’Adige, era dedicato a Reitia, la dea del fiume.
Tappa conclusiva del percorso è il santuario lagunare di Altino, porto rivolto verso le rotte adriatiche e mediterranee e avamposto marittimo internazionale per il popolo dei Veneti, che diede vita a peculiari rituali grazie all’integrazione degli stranieri.




